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Come ci sono arrivato

Dopo solo due settimane di lavoro, mi sono reso conto di come la maggior parte degli Assistiti non conosce la natura del rapporto fra medico e SSN. Questo rapporto non è di “dipendenza” bensì di “convenzione”. Proprio per questo lo studio medico non è spazio pubblico, se non nel momento in cui l’assistito è ascoltato, visitato, curato e nei momenti di prescrizione e di certificazione. Lo studio viene predisposto secondo le leggi e le regole del SSN (che può effettuare controlli a propria discrezione) ma a spese del medico. Pertanto al medico spetta la decisione sulla gestione dello studio (nel rispetto di norme e leggi) e sulla sua conduzione (soprattutto in corso di pandemia). Questo rapporto col SSN è esclusivo, tanto che il medico di famiglia non può effettuare prestazioni in altri ambiti del SSN, ma solo privatamente.

Per diventare medico di famiglia non si è chiamati dal SSN. Prima di tutto il medico deve iscriversi alla “graduatoria regionale” ottenendo un punteggio in base all’esperienza maturata con attività direttamente con il SSN (incarichi) o con l’aver frequentato un apposito corso triennale. Una volta che la Regione ha pubblicato gli “ambiti carenti” (mancanza di medico) il medico può fare domanda per uno o più ambiti (indicando la sua preferenza). A questo punto la ATS di competenza stila una graduatoria e chiede ai medici (seguendo l’ordine di graduatoria) se sono disponibili a ricoprire un certo ambito carente. Se il medico accetta ha 90 giorni per predisporre (a norma di legge e a sue spese) uno studio medico, pena la decadenza dell’incarico.

La mia storia comincia dopo la prima ondata del coronavirus dove volontariamente (ci tengo) e con altri quattro Colleghi abbiamo fatto parte dell’equipe di una unità operativa COVID presso il nostro ente. una esperienza che per me è durata dal 23.03.20 al 08.06.20. Ero già inserito in graduatoria regionale e qualcosa si è rotto: è nato il progetto di diventare medico di famiglia (come in effetti avrei voluto fare dopo la laurea, ma la vita ha disposto diversamente) e dopo tanti pensieri e con una certa “paura” ho deciso di propormi alla ATS di Pavia lo scorso mese di Marzo (secondo le procedure sopra descritte) sperando di essere nominato a Garlasco che era il mio desiderio (nonostante avessi più punteggio a Gambolò grazie alla mia residenza in questo paese). Il 7 Maggio 2021 ho ricevuto la proposta di coprire uno dei due ambiti carenti di Garlasco/Alagna. Il Lunedì successivo 10.05) ho confermato la mia disponibilità e, fortunatamente, trovato un posto dove organizzare lo studio che adesso occupo.

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